Assisi, Cavalcata di Satriano, 31 agosto e 1 settembre, Assisi – Rivotorto – Nocera Umbra

//Assisi, Cavalcata di Satriano, 31 agosto e 1 settembre, Assisi – Rivotorto – Nocera Umbra
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La Cavalcata di Satriano è una delle manifestazioni caratteristiche del Monte Subasio.

L’evento fu creato nel 1923, anno in cui il podestà Arnaldo Fortini costituì, insieme con altri illustri colleghi come Gabriele D’Annunzio e Guglielmo Marconi, la formazione della “Compagnia dei Cavalieri di Satriano” per ricordare gli ultimi giorni di vita di San Francesco.

Rievocazione storica a cavallo in cui viene ripercorso l’ultimo viaggio di San Francesco, ormai morente, verso la sua città natale. Nella due giorni di commemorazione, il gruppo di Cavalieri di Satriano partono da Assisi, con la benedizione del Sacro Convento, raggiungono il piccolo borgo nei pressi di Nocera Umbra per poi tornare di nuovo nella città serafica, attraversando tutte le tappe percorse dal Santo: Pian della Pieve, Costa di Trex, Armenzano, la Romita di Nocera Umbra, Villa Postignano, San Leonardo, località Montarelle.

Mentre Francesco, pieno di malattie e quasi prossimo a morire, si trovava nel luogo di Nocera, il popolo di Assisi mandò una solenne deputazione a prenderlo per non lasciare ad altri la gloria di possedere il corpo dell’uomo di Dio. I cavalieri, che lo trasportavano a cavallo con molta devozione, raggiunsero la poverissima borgata di Satriano, proprio quando la fame e l’ora facevano sentire il bisogno di cibo. Ma per quanto cercassero, non trovarono nulla da comprare. Allora i cavalieri tornarono da Francesco e gli dissero: «E’ necessario che tu ci dia parte delle tue elemosine, perché qui non riusciamo a trovare nulla da comprare».«Per questo motivo voi non trovate, – rispose il Santo – perché confidate più nelle vostre mosche che in Dio». Chiamava evidentemente mosche i denari. «Ma – continuò – ripassate dalle case dove siete già stati e chiedete umilmente l’elemosina, offrendo in luogo dei denari l’amore di Dio! Non vergognatevi, perché dopo il peccato viene concesso tutto in elemosina e quel grande Elemosiniere dona largamente e con bontà a tutti, degni e indegni». Deposta la vergogna, i cavalieri andarono subito a chiedere la carità, e trovarono da comprare assai più «per amore di Dio» che col denaro. Tutti offrirono a gara, con volto lieto, e non dominò più la fame, dove prevalse la ricca povertà. (fra Tommaso da Celano – Vita di S. Francesco (prima e seconda) e trattato dei miracoli)