cripta-san-rufinoLa collezione del Museo Diocesano comprende circa 300 opere, di cui quasi 100 esposte, suddivise in cinque sezioni, provenienti dalla Diocesi e dalla Cattedrale.
A questo nucleo si aggiunge la sezione dedicata alla raffinata Collezione Perkins, che riflette lo spirito colto dello storico dell’arte statunitense, vissuto in Assisi e ivi morto nel 1955.

Il Museo Diocesano conserva, inoltre, numerosi reperti archeologici provenienti dall’area della Cattedrale, ormai identificata dalla maggior parte degli studiosi con il Foro del municipio romano di Asisium.

La cripta della precedente basilica ugoniana (fatta costruire dal vescovo Ugone nell’XI sec.) e lo spazio circostante ospitano una larga presenza di materiali di reimpiego, sia inseriti nelle murature, sia in esposizione, come capitelli, trabeazioni, fregi e soprattutto fusti di colonne provenienti dall’antico foro e da varie parti di un edificio, il tempio dedicato alla Bona Mater. A 2-3 metri sotto il sagrato corre un muro di sostruzione lungo 11 metri, prosecuzione di quello a vista nella parete soprastante del duomo, a opus quadratum in travertino. Sono presenti anche una canaletta di scarico delle acque provenienti dalla cisterna, il lastrone di chiusura della cisterna con lo sgorgo dell’acqua, un collettore per la distribuzione dell’eccedenza, un pozzo circolare di pietre commesse a secco in senso elicoidale e un ulteriore muro, in perfetto stato di conservazione, invittatum a conci isodomi di calcare rosa molto carico.

In evidenza il sarcofago del III sec. in marmo di Luni, una cassa marmorea che misura cm 203 x 65 x 57, riutilizzato, secondo la tradizione, come sepoltura di S. Rufino, morto martire nel 238. È decorato, sia sul lato lungo anteriore sia sui lati corti, con la rappresentazione del mito di Diana e Endimione, mentre la faccia posteriore, non lavorata, presenta modesti resti di un affresco cinquecentesco, raffigurante un santo prelato disteso. La scultura a bassorilievo propone una complessa scena che narra il casto amore tra la divinità notturna e il pastore. La lettura dei personaggi: amorini volteggianti, geni alati, ninfe e divinità, armenti, resta abbastanza agevole, nonostante un certo degrado che rende singolarmente evidente il largo uso del trapano. L’accesso al museo è dalla piazza, sul cui lato sud sorge un muro in pietra con larghe presenze di reimpieghi antichi: lapidi, decorazioni, iscrizioni. Sul lato est, la facciata romanica della cattedrale con il campanile. In alto è visibile la trecentesca Rocca albornoziana.

Biglietteria

– Intero: € 3,50

– Ridotto A: € 2,50 
Gruppi superiori a 10 persone; anziani oltre i 60 anni; singoli dai 14 ai 18 anni; studenti universitari (presentare documento dell’Ateneo); visitatori muniti del biglietto di altro Museo della Rete Ecclesiastica Umbra; soci TCI, AMEI e FAI; possessori delle cardEuro <26Genius Re-Play; abbonati settimanale La Voce; sacerdoti e religiosi; residenti nella Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino; insegnanti, militari e forze dell’Ordine in servizio (presentare idonea documentazione); personale di Musei, Soprintendenze e Enti preposti alla tutela del patrimonio archeologico, artistico e storico; accompagnatore di disabile.

– Ridotto B: € 1,50 
Gruppi superiori a 25 persone; ragazzi dai 8 ai 13 anni.

Ridotto C: € 2,00
Gruppi superiori a 25 persone: la quota comprende la visita guidata in lingua italiana, inglese o francese del Museo e della Cattedrale.Servizio su prenotazione

– Gratuito:
Bambini fino ai 7 anni (accompagnati da un adulto); giornalisti; guide turistiche abilitate; accompagnatori di gruppi; insegnanti con la scolaresca; curatori di guide turistiche; portatori di handicap.